martedì 11 aprile 2017

I BAMBINI E IL CIBO. STRATEGIE PRATICHE PER PORTARE A TERMINE CON SUCCESSO L'EDUCAZIONE ALIMENTARE


Negli ultimi 10 anni si assiste ad una forte sensibilizzazione del mondo politico, sanitario e sociale verso il mondo dell’alimentazione. Incremento dell’obesità e del sovrappeso nella popolazione infantile, conseguenze psicologiche derivanti da allergie ed intolleranze, fobie sui cibi, alimentazione selettiva, scarsa educazione al gusto, sono fenomeni che fanno riflettere sulla necessità di aiutare le famiglie, gli insegnanti, i pediatri, gli educatori sociali e sanitari in generale ad affrontare il complesso mondo “cibo”. La psicologia, intesa come scienza del comportamento, si occupa, da decenni, di studiare i fattori che influenzano e condizionano i nostri comportamenti, compresi quelli alimentari. Infatti, il comportamento alimentare, come ogni altro comportamento, è determinato da fattori bio-psico-sociali.


Per questo lo psicologo può e deve occuparsi di capire e di far comprendere i fattori che influenzano gli atteggiamenti, i gusti, gli stimoli (non solo biochimici) che regolano il comportamento alimentare, soprattutto aiutare la popolazione, oggetto di interesse, a capire come poter effettuare cambiamenti significativi indispensabili per la salute bio-psichica.

Il problema del “cibo” non è solo di tipo biologico (fame/sazietà) ma anche e soprattutto di nature emotiva. “Food is more than something to eat”. Stress, noia, rabbia, vuoto, solitudine, abitudine, automatismi, apprendimenti errati, sono queste le “spinte motivazionali” non biologiche che portano gli individui a mangiare.

Bambini che mangiano "troppo" o "troppo poco", bambini che mangiano "troppi dolci" o che si "rifiutano" di mangiare le verdure. Bambini che mangiano per riuscire a placare le emozioni, bambini con "gusti difficili". Questi sono problemi concreti che hanno bisogno di soluzioni altrettanto concrete. Negli ultimi anni si è fatto molto in tema di salute alimentare e di cambiamento dello stile di vita eppure le domande sono sempre le stesse: "Come posso convincere mio figlio a mangiare in modo più salutare? Come devo comportarmi quando mia figlia non riesce a smettere di mangiare le patatine? Sì, ma cosa devo fare?" Le richieste sono pratiche, non teoriche. Le persone non vogliono teoria. Vogliono imparare come fare a mettere in pratica i consigli degli esperti. Poca teoria, dunque, ma tanti esempi direttamente forniti dalla pratica clinica quotidiana. Il lettore di "I bambini e il cibo, Strategie pratiche per portare a termine con successo l'educazione alimentare" scritto da Paola Medde per EPC Editore, potrà identificarsi nelle storie raccontate e utilizzare le tecniche presentate che, passo dopo passo, lo aiuteranno a comprendere meglio il contesto dell'alimentazione, la dimensione relazionale, esperienziale, emotiva che sia i bambini sia i genitori costruiscono intorno al cibo.

Da questo punto di vista anche il giornalismo enogastronomico ha la sua responsabilità, formando le persone in modo che la qualità dell’alimentazione migliori sempre più. Educaform propone il corso di Giornalismo Turistico e dell’enogastronomia anche con queste finalità



Paola Medde Psicologa, Psicoterapeuta Cognitivo- Comportamentale. Presidente dell’ Associazione SPICAP (Società Professionisti Italiani dell’ Alimentazione e Peso). Da 18 anni si occupa di Formazione Professionale (medici, biologi, psicologi) nel settore della Psicologia Alimentare. Ha ideato e collaborato al Progetto E.A.T. (Educazione Alimentare e Training) un progetto indirizzato alla formazione degli operatori sportivi finanziato dalla Regione Lazio (2010). Svolge attività libero professionale, con particolare attenzione al trattamento del D.C.A. e delle persone obese.

L'Articolo è stato pubblicato su clinica e benessere 

Nessun commento:

Posta un commento